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Sono Agostino Bianchi, fotografo.
E' con vero piacere che vedo uscire questa seconda edizione di fotografie ursine, il
consenso che mi e' stato espresso in varie occasioni da chi ha ammirato la prima
edizione e' stato lo sprone a inserire nuovi soggetti e nuovi punti di vista ad un tema
per noi cosi' importante.
L'orso e' solo marginalmente considerato soggetto fotograficamente plausibile. La
quasi totalita' dell'interesse dell'editoria e' rivolto verso altri tipi di "clones",
proponendo un modello di apparire lontano dalle tematiche che mi (ci) sono care.
Anche l'immaginario collettivo dell'essere gay e' lungi da essere appagante per chi
apprezza l'uomo cosi' com'e'. Corpi forse stupendi, perfetti Adoni dai muscoli
guizzanti sotto una pelle accuratamente depilata non rendono giustizia alla bellezza
dell'uomo comune, quello di tutti i giorni. Il ragazzo della porta accanto, il daddy
bear che vediamo al supermarket, l'impiegato di banca che ci fa dimenticare per un
attimo gli assilli del conto corrente.
Ecco quello che mi piace ritrarre, ecco chi sono i modelli di questa serie. Il vedere
che la luce opportuna da' alle forme un nuovo aspetto. E' quella luce obliqua e
magica che inonda di colore il corpo della maturita'. E' la ricerca del Vello d'Oro,
non aulica o retorica, non fatta di piscine californiane o spiagge tropicali, ma qui e
in questo momento. E le ambientazioni sono quelle del muoversi comune di tutti i
giorni, le pareti domestiche, la gita fuoriporta, una spiaggia in Versilia.
Ecco allora che queste fotografie danno la giusta dimensione artistica all'orso
italiano, proponendo un'alternativa sia al "clone" patinato sia allo scatto usa e getta.
Ancora un avvertimento, il consueto :
non siate frettolosi, non c'e' qui del consumismo da dark room. Ogni scatto, ogni
colore ogni luce sono voluti cosi' come sono. Buona Visione!
Aprile 2001
email : barebear2@jumpy.it
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GALLERY TWO (2001)
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